Ad annunciare il blocco navale contro la Nord Corea è Rex Tillerson, segretario di stato del governo USA, al termine del summit tenutosi due giorni fa a Vancouver, Canada. Gli Stati Uniti e 19 loro alleati, fra cui l’Italia, hanno ratificato una decisione di cui si discuteva già dai primi di settembre: un blocco navale della Corea del nord, dando il via a scrupolose perquisizioni di ogni natante che partirà alla volta della penisola , al fine di garantire il rispetto delle numerose sanzioni ONU verso il governo di Pyongyang, si spera rendere ancor più difficoltoso l’approvvigionamento di componentistica, parti di ricambio e materiale fissile per il nascente programma nucleare.
Al summit canadese, che annoverava tutti i paesi che nella guerra del ’50-’53 avevano composto la coalizione a guida statunitense che sconfisse l’esercito nord coreano, non sono state invitate né la Russia né la Cina ufficialmente il summit era un incontro esclusivo fra i paesi che avevano combattuto la guerra al fianco degli USA, più probabilmente perché apertamente schierate al fianco di Kim Jong Un.
Soprattutto la decisione dell’embargo, tanto discussa ma soltanto adesso attuata, potrebbe essere una misura cautelativa nei confronti dei recenti scambi navali intercorsi fra i cinesi e i nord coreani immortalati in una serie di immagini satellitari che ritraggono il sospetto passaggio di materiali e merci fra due petroliere, in aperta violazione delle sanzioni ONU. Gli Stati Uniti hanno comunque dichiarato che il blocco navale non avrà ripercussioni sui traffici commerciali e che le uniche imbarcazioni che verranno interdette saranno soltanto quelle destinate ad alimentare ed espandere il programma nucleare. Stando alle dichiarazioni successive al summit canadese la coalizione non si auspica un cambio di regime per il piccolo paese comunista e non considera, almeno per il momento, l’utilizzo della forza militare.
Parallelamente però il Pentagono sta rafforzando il proprio schieramento di bombardieri alla base aerea Andersen, sull’isola di Guam, il più vicino avamposto alla penisola nord coreana (circa 3.500 km) avendo stanziato sulla pista i vetusti ma efficaci B-52, uno dei simboli del deterrente nucleare americano durante la guerra fredda, e avendo fatto affluire numerosi meccanici e avieri col compito di rendere pronti al decollo i famosi B-2 Spirit, probabilmente la minaccia più grande per Kim Jong Un. Aerei con capacità stealth in grado di colpire bersagli al suolo con armi convenzionali o testate nucleari, quasi impossibili da contrastare per la modesta aviazione di Pyongyang sono stati progettati per colpire in profondità nel territorio nemico anche bersagli fortemente corazzati o situati a diversi metri sotto il livello del suolo ( ad esempio i silos nucleari) rappresentando lo stato dell’arte per il bombardamento strategico. Il costo unitario di ognuno di questi velivoli è circa 1,01 miliardi di dollari il che rende il loro valore, al chilogrammo, superiore a quello dell’oro.
Fabrizio Tralongo
