Ci sono momenti in cui la vita di certe persone comincia a diventare pesante e la stanchezza fa breccia nel sistema nervoso di quelle più forti. E proprio quelle che a noi sembrano forti, quelle che riescono facilmente a nascondere il proprio stato d’animo, arrivano a sentirsi abbandonate o non sufficientemente prese in considerazione. Ecco allora che, se non la si sa mitigare, la stanchezza prende il sopravvento e tutto appare sfocato.

Sono stanca di farmi prendere in giro. Basta”.  Sono queste le parole di Valeria Grasso, imprenditrice del fitness, affidate a una nota rilasciata nei giorni scorsi. Stanca di sentire continuamente il peso del pericolo che la accompagna e di non avere l’adeguata protezione che lo Stato dovrebbe fornirle, ora chiede la revoca della scorta. Ricordiamo che Valeria Grasso ha accusato e fatto arrestare alcuni componenti della famiglia mafiosa di San Lorenzo Colli.

E’, però, stanca perché da tempo chiede una tutela adeguata alla sua situazione, mentre gli organi competenti sembra facciano orecchie da mercante.  Va in giro con due angeli custodi che, assieme a lei, sono a rischio della vita proprio per l’inadeguatezza del servizio: perché il mezzo che hanno a disposizione non è blindato ed è già abbastanza avanti con il chilometraggio.

Si lamenta Valeria Grasso, si lamenta perché sente la responsabilità della vita di due persone che fungono da tutela nei suoi confronti e che, come lei, corrono gli stessi rischi. In effetti, i suoi due angeli custodi nella teoria sarebbero due guardie del corpo, ma nella realtà sembra che facciano le veci di due accompagnatori, due autisti che si danno il cambio e scarrozzano la testimone di giustizia in giro per la città, probabilmente senza potere protestare per l’inadeguato servizio che svolgono.

Valeria Grasso chiede una tutela degna di questo nome, anche perché di compagnia ne ha già abbastanza. C’è, poi, da dire che le risorse per  la protezione dei testimoni di giustizia fanno acqua da tutte le parti, infatti una  riforma in merito sarebbe auspicabile non solo per i soggetti da proteggere ma anche per gli uomini che lo Stato comanda in questo servizio. Dopo due anni di vita passati in località protetta assieme ai suoi figli e con lo stress accumulatosi durante tutta questa fase della sua vita, sarebbe legittimo che si provvedesse alla tranquillità di questa famiglia.

In ultimo, va detto che nelle settimane scorse si è vista citata in giudizio civile per una questione di affitti non pagati al proprietario dei locali della sua palestra. Cosa risultata falsa, dal momento che la signora Grasso ha dimostrato la sua innocenza. Morale della favola? Assolta perché il fatto non sussiste.

Liborio Martorana