di Fulvio Fisicaro

Palermo, 25/10/2025

Tre anni di Governo Meloni in Italia. Quando cominciò, chi ne capiva di economia e finanza era terrorizzato: se avessero realizzato anche solo una parte del delirante programma con il quale si erano presentati alle urne e ottenuto il consenso, ci saremmo ritrovati con l’Italia al collasso, con lo spread a 800, fuori dal consesso civile ed emarginati dal resto del mondo. Per fortuna, il “governo del fare” si è trasformato nel “governo del non fare niente”; ma se è stato abbandonato il roboante programma iniziale, non si è vista nessuna spinta all’innovazione, nessuna traccia di un rinnovato modello Italia capace di supportare le imprese, nessuna attenzione alle carenze ataviche del sistema dei servizi, l’abbandono della sanità pubblica a beneficio del privato, nessuna attenzione alla produttività, nessuna pietà per i salari erosi dall’inflazione. Sono stati capaci solo di spacciare i miseri risultati ottenuti per trionfi.

Secondo le previsioni pubblicate dalla Banca d’Italia, il PIL crescerà nel biennio 2025-2026 dello 0,6% e dello 0,7% nel 2027, e ciò solo dopo un aggiustamento tecnico sulle ore lavorate, senza il quale la misura della crescita sarebbe stata ancora minore di circa un decimo percentuale. Siamo sotto la media europea, che vede per il 2025 una crescita media dell’area euro dello 0,9% e per il 2026 dell’1,4%. Anche le sbandierate vette raggiunte dall’occupazione sono solo uno specchietto per le allodole: secondo i dati ISTAT, nell’ultimo ventennio la produttività del lavoro è calata del 2,5%, contro la media europea di +1,4%; Francia e Germania, seppur in crisi, hanno registrato rispettivamente +1% e +1,3%. Il Governo sinora è stato capace solo di addossare ogni colpa ai Governi precedenti, a molti dei quali sovrapponibile a vario titolo, senza dare alcuna impressione di essere capace di invertire la tendenza.

Stanno riformando il sistema giudiziario e il codice penale, introducendo innovazioni che autorevoli esperti del settore hanno giudicato negativamente o, se allineati, hanno preferito non commentare. Hanno buttato soldi in Albania inseguendo chissà quali chimere per contrastare l’emigrazione e non ci sono riusciti, vogliono sperperarne ancora di più per il ponte sullo Stretto, vogliono svuotare le casse dello Stato per la corsa agli armamenti. La Leonardo SpA, azienda a controllo pubblico specializzata nel settore della difesa e quotata alla Borsa Valori di Milano, ha visto il valore delle sue azioni crescere negli ultimi 5 anni del 974%.

Stanno mettendo mano alla Costituzione. Hanno organizzato l’autonomia differenziata per spaccare il Paese più di quanto non lo sia. Vogliono il premierato per togliere di mezzo l’inutile orpello chiamato Parlamento e porre il Presidente della Repubblica in condizioni di non più nuocere. Vogliono riformare il sistema giudiziario, ultimo baluardo di resistenza in questo Paese ormai uniformato alle loro condizioni. Mantengono inquisiti ai vertici delle istituzioni e ostacolano in tutti i modi possibili il corso della giustizia.

Sono stati tre anni di politica urlata, occhi strabuzzati e collo storto, ovviamente a destra. La Presidente si è aggirata per l’Europa e per il mondo alla ricerca di palchi amici che hanno dato voce alle sue urla di disprezzo per chi non la pensa come lei. Si è legata ai nazionalismi più beceri e alle destre più estreme del continente e del mondo. Ha offeso e umiliato i lavoratori che rinunciano a giornate di paga per scioperare, definendoli quelli del weekend lungo.

La bugia è stata eletta a sistema della comunicazione e della propaganda. La libertà di stampa si è trasformata nella libertà di scrivere solo quello che vuole il potere, e per chi non si allinea querele e denunce temerarie e intimidatorie. La RAI è stato occupata e lottizzata come mai visto prima. L’ultima perla inanellata è stata il commento della Meloni sull’indice “World press freedom index” elaborato da” Reporters sans frontieres”, organizzazione no profit non governativa francese fondata nel 1985, che indica per il 2025 la perdita di tre posizioni per l’Italia, scesa al 49° posto, la peggiore dell’Europa occidentale. La Meloni ha commentato annunciando il recupero di 6 posizioni, non si sa se per mera ignoranza o malafede.

Ciò che francamente sorprende è come sia possibile che, malgrado questo vuoto cosmico di capacità di governo, i sondaggi indichino che Fratelli d’Italia vada a gonfie vele. Mentre il 50% dell’elettorato italiano non perde più tempo a votare, chi vota sembra non aver compreso: l’Italia sta diventando un paese sottosviluppato e chi la governa ha solo interesse a mantenere il potere per sé e per i propri “familiares” in senso latino. Non era questa l’Italia che sognavo come luogo ove crescere i miei figli. Mi sveglio al mattino ma l’incubo non finisce: sono sempre là a gridare i loro slogan vuoti e violenti. Ma io non mi piego: resto un uomo libero e di buoni costumi.